La potenza simbolica del sangue

Dal colore rosso, che segnala divieto e pericolo, alla metafora genetica e perfino razziale. Il sangue evoca mille simboli nell'immaginario collettivo rappresentando da sempre materia filosofica oltre che biologica.

Sangue caliente, sangue latino, sangue freddo, vino che fa buon sangue, farsi il sangue cattivo, sangue che non è acqua.

È comune utilizzare questa parola nei nostri giochi mentali, verbali, metaforici.

Anche l’arte pittorica ha trovato nel rosso purpureo del sangue un veicolo perfetto per la proposizione dei propri simboli.

In questa sezione del sito proveremo a conoscere alcuni di questi meccanismi all'interno del mondo dell'arte, del cinema e della lingua.

Il sangue dei filosofi

Nell’antichità era il cuore a essere considerato sede dell’anima umana come testimoniano non solo le antiche pitture rinvenute nelle tombe egizie – nelle quali gli dei pesano il cuore per conoscere se l’anima sia o meno degna del premio eterno – ma anche la dottrina aristotelica secondo cui il cervello era sede di una funzione meramente accessoria (quella di ‘radiatore’ capace di raffreddare il sangue) a tutto vantaggio del cuore, luogo dei sentimenti. Ancora oggi un trauma emotivo è indicato dall’immagine del cuore che si spezza, per non parlare del cuore simbolo di ogni innamoramento.
Per la verità va detto che Pitagora, che visse un paio di secoli prima di Aristotele, attorno al 500 a.C., indusse un proprio discepolo, Alcmeone, a studiare i sensi e questi prospettò il fatto che sede delle sensazioni fosse il cervello. Anche cultura Anassagora, (500-428 a.C.) sposò questo concetto che – come sappiamo – è fondamentalmente corretto. Tuttavia la dottrina che si impose fu quella enunciata da Empedocle (492-430 a.C.) il quale individuò proprio nel sangue la sede di ogni sensazione, incluse quelle di piacere e dolore che il suo contemporaneo, Anassagora, riteneva invece frutto di una modifica ‘quantitativa’ del soggetto, dovuta al contrasto degli opposti (considerazione che contiene un’intuizione geniale se pensiamo alle odierne conoscenze sulla percezione visiva, uditiva, tattile).

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Sangue e film: i vampiri

Il 2010 sarà l'anno dei vampiri.

Dopo l'enorme successo della saga di Twilight quest'anno nelle sale cinematografiche ci sarà il ritorno dei vampiri, un'intera stagione all'insegna del sangue e dei denti aguzzi!
Perfino Almodovar, ne Gli abbracci spezzati a un certo punto ci parla di vampiri.

Ecco i film sui vampiri in arrivo nel 2010:

  • CIRQUE DU FREAK
  • DARK SHADOWS di Tim Burton con Johnny Deep
  • BLOOD: THE LAST VAMPIRE
  • PRIEST
  • LA MEUTE
  • BUBBA NOSFERATU
  • THE COUNTESS
  • THIRST
  • TOWN CREEK
  • THE PASSAGE
  • SUCK
  • THE DEAD MATTER
  • HOTEL TRANSYLVANIA
  • DAYBREAKER
  • ECLIPSE: il terzo capitolo della saga di Twilight, tratto dai libri della Meyer

Viaggio nella potenza simbolica del sangue

Materia primaria, elemento essenziale, fonte di vita, potenza universale. E poi i colori: rosso, purpureo, scarlatto, o ancora blu, arterioso e nobiliare. E schizzi, macchie, pozze. Tutto questo è il sangue nell’immaginario collettivo, non solo materia biologica ma anche materia filosofica, oltre la pura fisicità.

Chi di noi non immagina visivamente le scene di un romanzo noir a partire da una propria personale figurazione del sangue? Chi di noi non ne associa il mistero ai misconosciuti rituali di tradizioni altre dalla nostra (e quindi islamiche, ebraiche, orientali, comunque ‘diverse’?). È forse per questo che vale la pena, in una pubblicazione come questa, parlare anche dell’aspetto meno noto – probabilmente anche meno ‘importante’ davanti al tema cruciale della donazione – che ha il sangue, parlare quindi di ciò che ha a che fare con le tradizioni religiose e filosofiche o, ancora, della rappresentazione nell’arte di un principio vitale di così grande potenza.

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